L’inizio
Werter, figlio di un dipendente delle Ferrovie dello Stato, era nato a Rosà (VI) il 30 Gennaio 1922 e, con la famiglia, seguì il padre nei tanti spostamenti di lavoro in varie città d’Italia fino a giungere, nel 1933, a Bologna dove abitò in Via Jacopo della Quercia ( zona stazione ferroviaria fuori porta Galliera ). Fin da bambino aveva dimostrato vivo interesse per la natura allevando in casa numerosi animali raccolti per strada e nei campi quali rospi, rane, salamandre, lucertole, criceti, serpenti, bisce, pesci rossi, tartarughe ecc. Questa sua passione, per la natura e per gli animali, lo portò in contatto con i primi acquariofili di Bologna che erano quasi tutte persone di ceto benestante. Il suo interesse per l’acquariofilia crebbe così ancora di più e cominciò a cercare notizie ed approfondimenti sull’argomento specifico. Nel 1936, ebbe il primo contatto con il Sig. Wenger di Milano ( signore di origine ungherese che successivamente cedette la sua attività alla Sig.ra Clerici ) che in casa, in Via Durini, aveva il primo acquario tropicale, dal quale, Werter, riuscì ad acquistare i primi esemplari di pesci tropicali.
L’anno seguente ebbe alcuni incontri con il Prof. Torquato Chiappi, direttore dell’Istituto Ittiogenico di Roma che gli insegnò i primi rudimenti di biologia ed ittiopatologia e che gli fece conoscere il Sig. De Santis. Il Sig. De Santis, a Roma, in Via Q. Sella, aveva un negozio di cartoleria nel cui retro aveva installato alcuni acquari, che gli permettevano un piccolo allevamento di pesci, che curava personalmente a livello hobbistico, ed era in stretto contatto con un gruppo romano di altri appassionati che facevano capo al suo negozio ed al giardino zoologico. Era il gruppo di appassionati che nel 1949 diede vita alla “Associazione Italiana Acquariofili” che pubblicò, con vicende alterne fino al 1954, la rivista “Acquario”. Successivamente Werter, militare, ritrovandosi a Roma, dove rimase fino alla fine della guerra ne approfittò per rinsaldare l’amicizia con la famiglia De Santis e con il gruppo di acquariofili locali. Nella semplicità e modestia dell’impianto dei De Santis, Werter intuì la possibilità di rendere commerciale la sua personale passione per la natura e gli animali. Alla fine della guerra, ritornando a Bologna, all’età di 24 anni, iniziò a commercializzare pesci allevati in casa ed acquari costruiti artigianalmente che assemblava ed allestiva per i suoi primi clienti. In seguito, nel 1947, riuscì a realizzare il suo sogno aprendo il primo negozio di acquariofilia di Bologna in Via de’ Carbonesi al n° 7/b, in locali affittati dalla famiglia Majani, famosa per la fabbrica di dolciumi ( cioccolatini FIAT ), anch’essi appassionati di acquariofilia, che concessero a Werter l’uso dei locali per amicizia ad una cifra simbolica. Il nome commerciale era : ACQUARIO DI BOLOGNA e l’insegna, sulla vetrata esterna, era semplicemente ACQUARIO ( foto in alto ). Il negozio era composto da tre locali e completato da un cortile interno. Il primo locale, aveva l’ingresso cha dava su Via de’ Carbonesi ed era tutto a vetrata con un piccolo laghetto, in vetrina, di fianco alla porta d’ingresso. Era esposto anche un magnifico acquario tutto in vetro senza angolari metallici ma con i lati dei vetri molati ad incastro e riempiti con stucco sperimentale. L’acquario era tenuto sospeso da terra da due supporti in ottone ancorati a soffitto e pavimento. Oltre a questo, esistevano anche altri acquari incastonati nelle pareti accessibili dai vani posteriori. Il secondo locale conteneva, oltre al banco di vendita, un grande espositore a parete formato da 24 piccoli acquari per la vendita dei pesci. Il terzo locale era magazzino ed arredato con scaffalature per accessori, mangimi, conchiglie ecc. Il cortile interno, inizialmente utilizzato come deposito generico, fu in seguito coperto interamente con lastre di vetro e attrezzato con il primo impianto per la stabulazione dei pesci. Gli acquari che si vendevano erano tutti progettati da Werter e costruiti da un artigiano con telai in lamiera zincata o in ottone cromato. A quei tempi l’unico accessorio era il riscaldatore. Io e Werter ci siamo sposati nel 1951 ma avevo conosciuto il mio futuro marito nel 1947 e, da subito, avevo iniziato a collaborare con lui nell’attività che già coinvolgeva la mamma e il papà di Werter,
Nerio Brintazzoli ( foto a lato ) e la commessa Bibi. Ricordo che Nerio era un ragazzino che ancora portava i calzoncini corti e che aveva scoperto occasionalmente il negozio mentre andava a scuola ; al pomeriggio non era capace di stare lontano dal suo “amore” e veniva a darci una mano. Werter con l’aiuto di Nerio, curava l’allevamento dei pesci e l’installazione degli acquari presso i Clienti, la mamma di Werter aiutava in mille piccole cose tra cui la riparazione dei riscaldatori, dei retini e il confezionamento dei mangimi mentre il papà tutte le mattine andava a pescare le dafnie nei maceri per la canapa, la Bibi faceva la commessa in negozio ed io tenevo il contatto con i primi fornitori esteri e mi occupavo della contabilità. Allora commercializzavamo sia pesci rossi ( che ci forniva la Ditta Barilli & Biagi ) che pesci tropicali ( sia allevati internamente da Werter e Nerio che importati dall’Austria e dalla Germania ) e piante per acquario ( importate dalla Germania ). Ricordo che la prima importazione di pesci tropicali dall’Estremo Oriente fu fatta nel luglio del 1953 dallo Sri Lanka in bidoni di latta, senza ossigeno !!!